Uscendo dai circuiti tradizionali dei turisti (essenzialmente tedeschi e inglesi) la città è spesso degradata e con i segni del tempo impressi in ogni palazzo. Questo aspetto però non sempre disturba, bensì le conferisce un fascino particolare. Un fascino da paese dell’Europa dell’est, così come spesso lo abbiamo nell’immaginario collettivo e che così ci attira e ci piace.

Graffiti e dipinti sono impressi su ogni muro, ponte, stazione. Sono molto belli da vedere, danno al visitatore l’idea di essere tornato venti anni indietro. Altra caratteristica delle periferie sono le tubature a vista (anche di un metro di diametro) che costeggiano le carreggiate, attraversando interi quartieri. Partono dai cantieri navali e sono state concepite come un sistema molto efficiente per  riscaldare gli appartamenti.

La periferia della città si gira bene anche in bicicletta. Non è molto ampia, comunque sempre pianeggiante e con piste ciclabili su ogni strada. Abbiamo girato molto soprattutto la vecchia zona industriale dei cantieri navali, del porto, per poi proseguire verso le spiagge che affacciano sul mar Baltico. Spesso ti capita di incontrare vecchi dipinti di Walesa, del Papa quando ancora era giovane o slogan contro il governo comunista. Da sole queste piccole cose possono valere un viaggio a Danzica.

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